Maanit
2 marzo 2013. La prima volta che sentii parlare di questa data era lo scorso giugno. Ancora ero Rosh Ken e con il mio “collega” e la schlichà stavamo stabilendo le date per il calendario dell’anno venturo. Al termine dell’incontro avevamo scelto: “Il 2 marzo escono i Maanit”. Feci un attimo un calcolo, mancavano ancora 8 mesi, e mi convinsi che non c’era bisogno di preoccuparsi già da allora. Eppure oggi mi ritrovo a scrivere e a parlare del mio Ken come un ricordo da collocare nel passato e non più nel mio ordinario presente. Per tutti noi, infatti, l’Hashomer è sempre stata una parte integrante della nostra vita e in particolare, negli ultimi 2 anni e mezzo (cioè da quando siamo bogrim), il luogo verso cui erano indirizzati tutti i nostri impegni e sforzi.
Ci sembra, quindi, totalmente impossibile pensare che quel magico mondo, unico nel suo genere, quale il Ken è, possa andare avanti senza di noi. La triste verità però, che forse non vogliamo accettare, è che saremo proprio noi quelli che faranno fatica ad andare avanti senza il Ken e non viceversa. Esso proseguirà fieramente per la propria strada, guidato ottimamente dalla bogrut e dai cento chanichim che ogni sabato animano il nostro nido. Il nostro compito, invece, sarà proprio quello di imboccare una strada diversa portandoci dietro il bagaglio di formazione, esperienze ed emozioni e partendo a bordo della nostra motocicletta verso un nuovo futuro. Anche se il passo che stiamo compiendo è molto difficile e doloroso, siamo tutti consapevoli che questo non è un addio ma un arrivederci. Richard Bach diceva: “Un addio è necessario prima che ci si possa ritrovare. E il ritrovarsi dopo momenti o esistenze, è certo per coloro che sono amici.” Ed essendo noi tutti stati chaverim del movimento Hahsomer Hatzair siamo certi che ci ritroveremo. Se non sarà quest’estate allo shomrià, magari sarà tra due anni in qualità di shlichoim o in chissà quale altra circostanza del futuro che ci aspetta. Ci auguriamo che ciò che abbiamo dato al nostro amato Ken Holit rimarrà vivo nella memoria dei chanichim che abbiamo formato, dei bogrim con cui abbiamo condiviso la nostra bogrut ed in generale con tutte le persone con cui abbiamo avuto modo ed il piacere di lavorare. Siamo estremamente fieri di essere stati membri attivi di questo movimento giovanile e speriamo di aver dato un contributo importante per migliorarlo, il che sarebbe il minimo visto in paragone di come questo ha migliorato noi.
Un chazak Vematz e soprattutto, in questo frangente, Paam Shomer Tamid Shomer
Davide, Maanit

Arrivederci chaverim!