Elezioni Israele
Come tutti sappiamo, lo scorso 22 Gennaio la Knesset si è rinnovata.
Il grande trionfo preannunciato da Netanyahu s’è trasformato in una vittoria dal retrogusto amaro.
La sua coalizione con Avigdor Lieberman ha ottenuto 31 seggi su 120 perdendone ben 11.
La grande sorpresa è stata il successo da tutti inaspettato di Yair Lapid con il suo partito “Yesh Atid”.
L’apprezzatissimo conduttore televisivo ha clamorosamente ottenuto 19 seggi spaccando letteralmente a metà il parlamento.
Da una parte ci sono il Falco e Bibi con Bennett (HaBayit HaYehudi), Eli Yishay (Shas) e Yaakov Litzman (UTJ) mentre nell’altra metà si siederanno Yair Lapid che si definisce più un centrista con Meretz, Hatnuah, le liste arabe e, fanalino di coda, Kadima in caduta libera con due soli seggi.
Dopo la pubblicazione dei risultati pare che Netanyahu abbia telefonato direttamente a Yair Lapid dicendogli che avrebbero fatto “grandi cose” insieme.
La soluzione più ovvia sembra l’accordo fra Netanyahu e Lapid anche se il secondo impone delle condizioni molto chiare a partire dall’istituzione del servizio militare obbligatorio per tutti, ultraortodossi compresi.
Nel frattempo Netanyahu è stato incaricato dal Presidente della Repubblica Shimon Peres di formare un nuovo governo e si sono avviate le prime trattative con i nazionalisti di HaBayit HaYehudi, gli ultraortodossi e Yair Lapid.
Si è pensato a un governo che comprende molte forze politiche fino a Tzipi Livni (che dovrebbe occuparsi delle trattative con l’ANP) e con obiettivo primario l’interruzione del programma nucleare iraniano ed il ripristino di alcune alleanze-chiave nella situazione mediorientale.
Vidal, Shavit

Vidal bell’articolo. Molto obiettivo.
Bada bene però che ti sei scordato del partito Hahavoda di Sheli Yachimovitz, il partito con più seggi a sinistra.
Continuate così!
Baci
Lior, Nirim