Il volto dell’omofobia

Wilfred De Brujin e il suo compagno Olivier, vivono a Parigi. Qualche giorno fa, camminando per le vie della capitale ad una fermata della metro, sono stati aggrediti mentre erano mano nella mano dopo una piacevole serata da amici. Dopo aver sentito urlare “Ah dei gay!”Olivier riporta l’accaduto: il primo pugno mi è arrivato in un occhio, ho cercato di proteggermi ma sono stato colpito almeno sei volte». Intanto il compagno era per terra: «È stata un’ondata di odio, la testa di Wilfred era diventata un pallone da calcio».
I due dopo il drammatico evento e dopo vari ripensamenti hanno deciso che la cosa migliore da fare, nonostante lo choc e la crudezza dell’immagine, fosse pubblicare sul web una foto di Wilfred distrutto dai calci e dai pugni degli aggressori. I due, impegnati già da tempo in attività per i diritti degli omosessuali, come associazioni per lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, hanno pensato che condividere la loro storia potesse avere un carattere politico.
Inoltre i due hanno affermato che raramente camminano o si mostrano in pubblico abbracciati, ma questa volta abbassando la soglia della prudenza, ecco cosa è accaduto.
Noi crediamo che un fatto del genere, al giorno d’oggi, non possa essere tollerato e oltre alla situazione precaria di Wilfred, gravemente ferito, non si possa non soffermarsi sulla gravità di questa discriminazione anche se non ci fossero stati danni fisici. E’ assurdo che due persone innamorate e libere di esserlo, non possano manifestare i propri sentimenti in pubblico anche solo stando mano nella mano; soprattutto non ci capacitiamo del fatto che ci sia ancora tutto questo odio, tutta questa rabbia nei confronti del “diverso”.

Greta e Giorgia, Shavit

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