Il mio futuro

Quante volte fin da piccoli avete provato a immaginare il vostro futuro? Per esempio quante volte avete detto che volevate fare un mestiere piuttosto che un altro?
Bene ora sto riflettendo sul fatto che primo o poi arriverà il momento di decidere cosa farò nel mio futuro, che tipo di persona sarò e cosa farò nella vita. Questi pensieri mi sono venuti in mente vedendo uscire dall’Hashomer la kvutzà Ein Dor i cui membri stanno finendo il percorso scolastico e che ora dovranno scegliere il loro futuro e molti di loro nonostante manchino pochi mesi non sanno ancora cosa faranno o dove andranno.
Quando penso al mio futuro vedo un vuoto enorme che dovrò colmare, e che momentaneamente colmo con la mia fantasia pensando per esempio ad arruolarmi nell’esercito israeliano o fare lo Shnat con l’Hashomer o andare a studiare all’estero.
E poi penso come farò senza i miei amici? Li rivedrò ancora o verranno dimenticati? Avrò ancora dei rapporti con la mia kvutzà?
Tutte domande a cui non c’è risposta, ma ciò non mi preoccupa perché so che nel presente la mia kvutzà c’è per me e spero che ci sia anche nel futuro.
Il futuro attualmente spaventa ancora di più si sente dappertutto gente che parla di crisi, di mancanza di lavoro, mancanza di un futuro per i giovani e allora mi viene da chiedermi se riuscirò ad avere un futuro lieto oppure sarà una lotta contro di esso.
Penso che il futuro non debba spaventarci, ma dobbiamo noi giovani vederlo come un’avventura di cui non sappiamo nulla, una nuova esperienza di cui assaporare ogni momento e ogni emozione. Pensare al futuro mi fa riflettere anche sul mio passato, mi vien da pensare alle scelte prese durante la mia vita per esempio cosa sarebbe successo se fossi rimasto al liceo della scuola ebraica o se fossi andato a studiare al classico?
Il mio futuro è ancora molto lungo e non mi spaventa, spero di viverlo al meglio, in salute e felicità senza mai rammaricarsi troppo delle scelte anche sbagliate fatte nella propria vita perché sono proprio quelle scelte che creano l’identità di una persona.
Nel mio futuro prossimo ha largo spazio l’Hashomer Hatzair che è un movimento che mi sta coinvolgendo ogni giorno di più e a cui col tempo ci si lega al punto da vedere i miei compagni di kvutzà come fratelli e la kvutzà come una seconda famiglia.
Forse iniziare a pensare al proprio futuro a 14 anni è un po’ presto ma pensarci mi rende felice perché ogni volta con la mia fantasia lo immagino in modo diverso e non vedo l’ora di affrontarlo passo per passo senza affrettare i tempi.
Insomma il mio futuro anche più immediato è un’avventura da vivere senza paura, sentendone tutte le emozioni e assaporandone ogni momento.

Chazak Veematz

Daniel, Shavit

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