Masada
Masada era un’antica fortezza situata su una rocca a 400 m di altitudine rispetto al Mar Morto il quale si trova a 424 m sotto il livello del mare nella Giudea sud-orientale in territorio israeliano in mezzo al deserto. É stata nella storia una fortezza pressochè inespugnabile grazie a una quarantina di torri alte più di venti metri. Infatti l’unico punto di accesso descritto anche da Flavio Giuseppe era il sentiero del serpente così ripido da costituire un ostacolo importante per la fanteria. L’altopiano di Masada offre un panorama affascinante ed è unico al mondo poichè sembra di essere molto al di sopra del mare mentre lo si è soltanto di 24 m. Nel I secolo Masada era la fortezza di Erode che la fece ristrutturare e fortificare. Essa era suddivisa in tre piani sul lato nord, era caratterizzato da un sistema di terme con caldaia centrale, da cisterne per la raccolta dell’acqua e da magazzini sotterranei. Erode lo considerava un luogo di vacanza e di divertimento, anche se tutti i personaggi importanti con cui aveva degli incontri venivano invitati a Masada poichè considerata una bellezza unica. Però Masada purtroppo è rimasta famosa per l’assedio dell’esercito romano e per la tragica conclusione che ne conseguì.
Nel 66 (tutto si svolge nell’e.v) la fortezza era stata conquistata da un migliaio di Zeloti con donne e bambini. Gli Zeloti era un gruppo di ebrei che voleva un’indipendenza politica del regno ebraico e che difendeva l’ortodossia ebraica in modo fanatico, però l’aspetto più importante è che diversamente da altri gruppi politici ebraici non voleva avere nessun rapporto diplomatico con roma.
Nel 70, anno della caduta di Gerusalemme, si aggiunsero altri ribelli riusciti a scappare essendo che Masada era una delle ultime comunità ebraiche rimaste indipendenti. La fortezza fu assediata da una legione romana formata da circa 5000 uomini la quale la espugnò solo quattro anni dopo nel 74. Intanto la vita all’interno di essa continuava. Però dopo un po’ la situazione degenerò e il capo zelota Eleazar Ben Yair resosi conto della disfatta parlò alla sua gente inducendola al suicidio poichè preferivano la morte ad una schiavitù certa in cui avrebbero perso la libertà personale e la libertà di culto. Le vittime furono circa un migliaio e i superstiti due donne e cinque bambini che si erano nascosti nei cunicoli sotterranei che trasportavano l’acqua. Quando i romani si gettarono all’attacco finale si stupirono della mancata resistenza, trovarono gli edifici in fiamme alle loro grida uscirono le due donne e i bambini dal nascondiglio e dopo aver ascoltato ciò che era successo non esultarono per l’annientamento del nemico anzi provarono ammirazione per tale atto. Questa vicenda ci è nota dagli scritti di Flavio Giuseppe che ne narrò i fatti nell’opera intitolata “Guerra Giudaica”.
La fortezza è anche un simbolo patriottico per lo stato d’Israele poichè simboleggia gli ideali dell’indipendenza e della libertà, infatti molti militari israeliani vengono portati a Masada per fare il giuramento dicendo “Mai più Masada cadrà”. Masada è stata in parte ricostruita ed è diventato uno fra i più importanti siti archeologici di Israele, è anche patrimonio dell’UNESCO dal 2001. Ci sono state molte discussioni riguardo a questo fatto poichè si dividono le persone che pensano al suicidio come un atto di debolezza e invece alcune che lo vedono come un atto che simboleggia quanto erano forti gli ideali degli Zeloti. Un altro movimento di pensiero afferma che il suicidio fosse stata l’unica cosa da fare ma che però essendo per la religione ebraica una delle trasgressioni più grandi nei confronti del signore essendo che Egli dà la vita perchè sia vissuta nel bene e nel male e non disprezzata perdendola. Dal canto mio penso che la cosa più giusta da fare sarebbe stato ribellarsi con le armi e combattere anche se il destino di tutti sarebbe stato la morte perchè almeno avrebbe simboleggiato una ribellione vera e propria.
Comunque obiettivamente ciò che ha fatto questo piccolo gruppo di 960 Zeloti è un atto eroico che rimarrà per sempre nella storia ebraica e mondiale.
Joshua, Horshim
