Orfani di Rabin

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Oggi, 4 Novembre, commemoriamo l’anniversario della morte di Yitzhak Rabin. Nato nel 1922, Rabin fu Capo di Stato Maggiore e guidò l’esercito Israeliano nel trionfo della Guerra dei Sei Giorni, infine fu decisivo nella solida alleanza che lega gli Stati Uniti ed Israele.
Ma Rabin fu soprattutto uomo di pace e nonostante i forti scalpori dell’agosto 1993 per la scoperta dei negoziati segreti con l’OLP, continuò coraggiosamente a combattere la sua battaglia più importante, quella per la pace.

Gli accordi di Oslo prevedevan il riconoscimento da parte di Israele dell’OLP come rappresentante del popolo palestinese e da parte dell’OLP il riconoscimento a Israele del diritto ad esistere. Un’anno dopo gli fu consegnato il Premio Nobel per la pace insieme a Shimon Peres, e al leader Palestinese, Yasser Arafat.
L’estremismo è senza eccezioni un fenomeno negativo, perché sfocia senza accorgersene nel fanatismo.
Un destrismo ostinato ed estremo assimila ideali fascisti come un comunismo corrotto e contorto fu tragedia per milioni di individui.
Su temi delicati come la politica o la fede, nessuno può essere portatore della verità assoluta.
Il 4 novembre 1995 il sogno di una tanto aspirata pace tra Israele e la Palestina si è infranto con l’assassinio di un leader ebreo da parte di un ebreo estremista che si sentiva in diritto di agire con tale ferocia dopo l’ondata di manifestazioni con slogan violenti e l’esposizione di poster con un Rabin “hitlerizzato” o “arafateggiante”.
Ma è ancor più doloroso il fatto che l’assassino, Igal Amir, mai si è pentito ed ha continuato ad aver la stima ed il supporto di un gran numero di fanatici della stessa ideologia.
Noi chanichim dei Nesharim ricordiamo Yitzhak Rabin come un padre, un sognatore, un modello da seguire, vittima di un odio ingiustificabile che lascia orfane le speranze di un popolo intero.

Chazak ve’Ematz, Davide ed Elena, Nesharim

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