Manchi, Compagno – חבר אתה חסר

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Negli ultimi giorni, in tutta Israele, hanno avuto luogo diverse manifestazioni per ricordare e commemorare un terribile evento, unico nella storia dello Stato d’Israele: l’assassinio di Yitzhak Rabin.
Rabin, soprannominato “Signor sicurezza – מר בטחון” nacque a Gerusalemme nel 1922, ebbe un’educazione socialista, studiò presso la famosa Scuola Caduri e partecipò alla fondazione dello Stato di Israele arruolandosi nel Palmach (forza militare ebraica antecedente la fondazione dello stato.

Dopo la nascita di Israele continuò la carriera militare, fu Ambasciatore a Washington e fu il primo “Zabar” a diventare Primo Ministro. (Ebreo nato in Terra d’Israele, letteralmente, “fico d’India”).
Fu Capo di Stato Maggiore durante la “Guerra dei sei giorni” e insieme a Moshe Dayan neutralizzò i nemici sui vari fronti ed entrò nella parte est di Gerusalemme rimasta fino a quel momento sotto il controllo della Giordania.
Un anno dopo la guerra iniziò la sua carriera politica entrando a far parte del partito laburista ed ottenendo diversi incarichi di grande spessore.
L’apice della sua politica son però le elezioni del 1992 che vinse con il suo partito, nominando poi Ministro degli Esteri il suo eterno rivale Shimon Peres. Insieme avviarono dei negoziati diretti con l’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) per diversi mesi tenuti però segreti al popolo.
La notizia dei negoziati, rimasti segreti per diverso tempo, fece scalpore in Israele suscitando una forte opposizione dell’ala politica religiosa di destra che inneggiava alla decadenza di Rabin anche attraverso l’utilizzo della forza.
Nonostante la forte opposizione, Rabin nel 1993 compì un atto storico per cui avrebbe poi vinto il Nobel per la pace: firmò gli accordi di Oslo con Yasser Arafat con cui Israele riconosceva l’OLP come rappresentante del popolo palestinese e l’OLP riconosceva il diritto di Israele ad esistere.
Quello che può sembrarci un enorme passo per la risoluzione del conflitto israelo-palestinese non venne accettato dall’elettorato di destra in Israele che si accanì contro Rabin paragonandolo ad un nazista e ribadendo la propria intenzione di eliminarlo dalla scena politica anche con l’utilizzo della violenza.
Tutto questo odio arrivò al culmine nel 1995, quando dopo aver partecipato ad un comizio per la pace a Kikar Malchè Israel (attuale Kikar Rabin a Tel Aviv), uscendo dal retro del palazzo del municipio, Rabin fu assassinato da un ebreo dell’estrema destra di nome Igal Amir.
La sua morte fu un evento tragico per lo stato d’Israele e al suo funerale parteciparono autorità di tutto il mondo tra cui l’allora presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, grande amico di Rabin.
Il processo di pace subì un duro colpo e i rapporti con l’ANP si incrinarono sempre più con conseguenti guerre che Israele dovette affrontare ed una politica chiusa al dialogo che ha sempre più inasprito i rapporti.
Per noi, giovani dell’Hashomer Hatzair, Rabin è una figura esemplare ed è un eroe perché ha dedicato la sua vita intera allo Stato di Israele servendolo con le armi e con la politica, ma soprattutto perché è stato un precursore della ricerca di una soluzione al conflitto a cui stava arrivando attraverso il dialogo. 
Nonostante egli fosse riuscito a percorrere la via del dialogo, la via più tortuosa, bastò un colpo di pistola per fermare quello che sembrava l’inizio di una pace con il popolo palestinese e il primo passo per ottenere la soluzione dei “due stati per due popoli”.
“Manchi, compagno (חבר אתה חסר)” fu slogan di molti, poche parole che rappresentano il pensiero di noi Shomrim.

Chazak ve’Ematz, Daniel, Shavit

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2 Commenti

  1. Apprezzo il tributo dato a Rabin, ma non concordo che “bastò un colpo di pistola per fermare quello che sembrava l’inizio di una pace con il popolo palestinese”. In realtà anche i governi israeliani successivi proseguirono lungo la strada che Rabin aveva intrapreso.
    Ciò che bloccò il processo di pace semmai furono i continui attentati terroristici che la popolazione israeliana dovette subire e il rifiuto di Arafat a Camp David ad accettare la nascita di uno stato palestinese con Gerusalemme capitale. Infatti Ehud Barak si vide alla fine costretto a lasciare la presidenza e a far organizzare un governo di emergenza di unità nazionale.

  2. Basta attribuire la colpa alla destra israeliana. Siamo usciti da Gush Katif e il risultato è stato una pioggia di missili verso il sud d’Israele. Non oso immaginare i rischi in termini di sicurezza se ci ritirassimo dalla Giudea e Samaria, sulle quali abbiamo diritto storico di vivere e costruire.
    Hamas scrive nel suo statuto di gettare gli ebrei in mare. Abbas incoraggia il terrorismo a Gerusalemme.
    Il problema sono loro. Non la morte di un politico per mano di un pazzo.

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